Dove siamo

casaboia01Notevole sede della Compagnia Balestrieri del Mandraccio è dal 1990 la cosiddetta “Casa del boia”, uno dei luoghi più antichi e pieni di storia della città di Genova. Questo monumento fu dato in concessione dal Ministero dei Beni Ambientali e Culturali alla Compagnia che, dopo due anni di lavori di recupero architettonico ambientale, lo ha adibito a propria sede sociale, ripristinandone gli arredi in stile medioevale e riportandola così agli antichi splendori.

La struttura attuale lascia trasparire l’ipotesi che si trattasse di una costruzione di tre o quattro piani e che quello che si può vedere attualmente sia una minima parte dell’architettura originaria, sicuramente molto più lunga nella direzione dell’attuale caserma della Guardia di Finanza S.Giorgio che metteva in comunicazione i due estremi della Piazza Cavour, congiungendosi con le mura della Malapaga.

Sulle mura, tuttora visibili dietro la caserma suddetta, è possibile leggere ancora facilmente il “Cammino di Ronda “ e vedere il grande complesso della Porta del Molo o Siberia costruita nel XVI° sec: dal famoso architetto Galeazzo Alessi, progettista di altre importanti costruzioni che si possono ammirare a Genova, maestosi palazzi nobiliari o ricche chiese come la Basilica di N.S. dell’Assunta in piazza Carignano.casaboia05Ritornando all’analisi del monumento possiamo essere quasi sicuri che l’unico muro facente parte della struttura originaria sia quello rivolto verso sud, cioè verso la piazza; è costruito con pietre abbastanza regolari probabilmente estratte dal luogo che allora serviva maggiormente a livello costruttivo per la città la “Cava di Promontorio” che attualmente potremmo identificare nella zona antistante via Milano vicino, appunto, al promontorio dove sino al secolo scorso i monti chiudevano ad ovest la città raggiungendo il luogo dove sorge la Lanterna di Genova.

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Al centro della attuale Piazza Cavour, potremmo dire all’incirca dove è il pilastro della strada Sopraelevata (ardita costruzione inaugurata negli anni ‘60 per snellire il traffico veicolare) probabilmente fino al 1500 esisteva un arco chiuso da una porta o un cancello che era utilizzato dalla gente del molo per poter accedere più velocemente al mare ove molti pescatori della zona avevano le barche a riparo dietro gli scogli della Marina.

Durante il periodo della Repubblica questa zona era tristemente famosa perché proprio davanti alla chiesa di S.Marco venivano eseguite le condanne capitali, prima per decapitazione poi per impiccagione.

I condannati, infatti, dalle prigioni di Palazzo Ducale ove era il tribunale; venivano condotti attraverso via Canneto il Lungo sino alla Ripa e da lì condotti al patibolo in via del Molo sostando brevemente per il pentimento presso la chiesa di San Marco al Molo ( in passato fondaco dei veneziani intitolato al Santo lagunare ).casaboia06

Probabilmente è proprio per questo motivo che il nome “Casa del Boia” per tradizione popolare è stato attribuito a questo luogo. E’ invece probabile che il vero alloggio del boia, chiamato da Marsiglia durante il periodo della Rivoluzione Francese per fare il suo “lavoro”, fosse situato nel caseggiato di fronte, pressappoco al primo piano.

Dopo essere servito probabilmente anche come magazzino o come laboratorio di un fabbro, questa casa ha subito per lungo tempo l’abbandono più totale arrivando ad essere ricettacolo di immondizia e riparo occasionale di sbandati. Attualmente ospita la sede sociale della nostra associazione ed al suo interno il pubblico può visionare un piccolo ma completo “museo” di armi e abiti fedelmente riprodotti.

La "Casa del Boia" è fruibile alla città e visitabile la prima Domenica di ogni mese dalle 15.00 alle 18.30 (salvo manifestazioni concomitanti) oppure su appuntamento per comitive o scolaresche.

Per concludere, vi mostriamo la nostra sede come era presentata durante il Festival della Scienza 2012 : http://www.thomaskrueger.eu/balestrieri/

Ed ecco, in basso, una rarissima immagine di P.zza Cavour nel primo decennio del ‘900 in cui si può vedere com’era all’epoca la cosiddetta “Casa del Boia”: con almeno tre piani in più e con quella che ora è la zona dell’ingresso chiusa da muri.

L’immagine ci è stata fornita a Stefano Finauri (email: genovacartoline@supereva.it, internet: www.genovacards.com): studioso di storia genovese nonché grandissimo collezionista di vecchie cartoline di Genova e della Liguria.

La “Casa del Boia” ai giorni nostri

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P.zza Cavour nel primo decennio del ‘900 dalla collezione privata di Stefano Finauri (GE)

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Dove Siamo ultima modifica: 2015-01-19T14:42:26+00:00 da Balestriere