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La farmacologia araba medioevale
Cenni
“E si formi da voi una nazione d'uomini che invitano al bene, che promuovono la giustizia e impediscono l'ingiustizia. Questi saranno i fortunati.
- Corano, Sura della Famiglia di 'Imràn, versetto 104.

Cortile della Madrasa nella Medina di Tunisi. (foto scattata dall'autrice)
Madrasa. “Il termine madrasa in arabo significa “scuola” e può essere utilizzato genericamente per qualsiasi istituzione formativa, sia essa specificamente islamica, laica o di altre religioni. Nell'uso corrente, tuttavia, il termine viene utilizzato anche in un'accezione restrittiva, per indicare gli istituti educativi (pubblici o privati) che propongono un corso formativo specificamente focalizzato sull'apprendimento dei fondamenti dell'Islam (...)”.

Partendo dal presupposto che parlare del contributo arabo e persiano alle Scienze (Astronomia, Matematica, Medicina, Fisica, Chimica, Agricoltura e Botanica, Zoologia, Geologia), varrebbe come minimo un intero sito e non un breve testo, mi accingo ad illustrare in modo sintetico, ciò che fu il contributo in materia farmacologica di tali civiltà.
In generale, la Medicina araba, è entrata a far parte della cultura dell'Europa cristiana in modo prepotente ed indelebile, specie attraverso la Spagna musulmana, e ne sono luminosi esempi la Scuola Medica Salernitana e l'Università francese di Montpellier, ciò a dispetto dell'antiarabismo diffuso in Europa fra i secoli XIV e XV, in particolare nel nostro Paese ed in Germania, che ha reso ancor più sorprendente l'attecchimento di tale bagaglio culturale e la sua permanenza fino ad Ottocento inoltrato.
I testi di Farmacologia riprendevano la ricca eredità locale e antecedente l'avvento dell'Islàm, oltre a quella di civiltà comprese nell'Impero musulmano e con le quali lo stesso Impero aveva rapporti, come Persia, Egitto, Siria, India e Cina, oltre alle nozioni ottenute dalla traduzione di antichi testi greci e latini, quali quelli di Dioscoride Pedanio, Ippocrate, Galeno e Plinio il Vecchio.
Partendo da queste importanti basi e grazie all'espansione territoriale, specie sotto la dinastia Abbaside ( VIII-XIII sec.), gli Arabi elaborarono, studiarono ed arricchirono enormemente il bagaglio culturale medico/farmacologico, tanto da superare i Maestri ai quali si erano ispirati, sviluppando una vera e propria “arte farmaceutica” e realizzando soprattutto un complicato sistema di combinazioni e miscugli, talora composti da decine di farmaci, ciascuno dei quali doveva subire a sua volta delle trasformazioni prima di essere usato. Ciò spiega il perché, date le difficoltà pratiche di preparazione, la Farmacologia divenne sempre più indipendente dalla Medicina.
Nel suo "Trattato di Farmacologia", Al-Biruni così definisce il farmacista: “Colui che è specializzato nella raccolta di tutte le droghe, nella selezione di ogni semplice composto nella preparazione dei rimedi terapeutici e utilizza la metodologia e le tecniche più accurate”; ma fare il farmacista era cosa non facile, visti i controlli ai quali veniva sottoposto. Si pensi che per i sofisticatori erano previste pene severissime, dalle frustate fino alla pena di morte...
Ma permettetemi di riportarvi un esempio curioso e malandrino di farmacologia araba, per stemperare la gravità del testo.
Da Maimonide:"Un grande segreto che nessuno fino a questo momento ha ancora rivelato: prendere un'unità di olio di carote, un'altra di ravanello e un quarto di unità di olio di senape. Mescolate e aggiungetevi una mezza unità di formiche gialle vive. Esponete l'olio al sole per quattro-sette giorni. Ungetevi con esso il membro due o tre ore prima dei rapporti..."
Secondo la Medicina moderna, tale suggerimento faceva leva sull'effetto lievemente urticante dell'acido fòrmico prodotto proprio dalle formiche, quindi con azione "erotizzante". Signori uomini, siete pregati di leggerlo SOLTANTO!
Vi propongo ancora un suggerimento terapeutico.
Dal "Canone della Medicina" di Avicenna. "Del sonno e della veglia".
"Il sonno è il riposo delle forze sia motorie che sensitive del corpo. Esso riscalda l'interno, garantendo la digestione più completa dei cibi. Ma se è prolungato, gli umori corrotti riempiono tutto l'interno della testa. Il sonno umidifica il corpo, rilassa e distrugge il calore che lo vivifica. Lo stato di veglia moderata mette in azione i sensi, li rende agili, dà energia ai movimenti e libera il corpo dalle sue scorie; ma se si prolunga, diviene insonnia che provoca angoscia e tristezza, debilita l'anima e il corpo, altera la carnagione e il colorito, fa gli occhi infossati, turba la digestione, riduce il senno e fa dimagrire.".


Sbocco al mare presso la città di Biserta, Tunisia Settentrionale. (foto scattata dall'autrice)
Cenni di Storia. “La posizione strategica ha assicurato a Biserta una storia ricca di avvenimenti. I Fenici fondarono il porto nell'VIII secolo a.C., con il nome di Hippo Zarytus, e in seguito costruirono il primo canale che collegava il Lago di Biserta al mare, aprendo uno dei porti più belli del Mediterraneo occidentale. Nel 146 a.C. I Romani distrussero la città come rappresaglia per il ruolo svolto nelle guerre puniche, e la ricostruirono 100 anni dopo, dandole il nome di Hippo Diarhytus; in seguito fu occupata dai Vandali e dai Bizantini.
Nel 678 d.C. Gli Arabi la conquistarono e la chiamarono Bizerte, e molto più tardi furono gli Spagnoli e i Turchi a darsi battaglia per il suo dominio: gli Spagnoli la occuparono fra il 1535 e il 1570, poi passò nelle mani degli Ottomani e divenne il porto principale per i corsari musulmani che assalivano le navi cristiane nel Mediterraneo. Biserta cadde nell'ombra fino all'apertura del Canale di Suez, nel 1869, che diede nuova importanza al porto(...)”.

Ma chi furono questi "allievi" così capaci e meritevoli? Mi accingo a presentarveli...
Le grandi figure arabe nella Farmacologia
Al-Biruni
Abu al-Rayhan Muhammad ibn Ahmad al-Biruni nacque a Chorasmia nel 973, sotto il califffato Abbaside, e morì a Ghazna nel 1048. Fu matematico, filosofo, storico, fisico, enciclopedista, astronomo, astrologo, viaggiatore, farmacista e insegnante persiano che contribuì in maniera imponente allo sviluppo di materie come matematica, medicina, astronomia, filosofia e scienze. Studiò matematica e astronomia sotto la guida di Abu Nasr Mansur.
Avenzoar
Abu Merwan ibn el-Malik ibn Zohr, nacque a Penaflor, vicino a Siviglia, nel 1073 e morì a Siviglia nel 1162, quasi novantenne. Avversò la filosofia di Avicenna e le sue speculazioni dialettiche in àmbito medico.
Manifestò anche opinioni contrarie alle affermazioni di Galeno e diede molta importanza all'aspetto pratico della materia medica. Però tendette a separare medicina e chirurgia, corrente di pensiero dannosa per il progresso medico che dette origini a discussioni interminabili fra i professionisti della Sanità. La sua opera principale fu l'Atheisis. Fra i suoi allievi ci fu Averroè.
Averroè
Abu Walid Muhammed ibn Rochd nacque a Cordova nel 1126 e morì a Marrakech nel 1198. Egli fu filosofo, giurista, fisico, astronomo, matematico, teologo e medico. Affermava la libertà del filosofo di cercare la verità, visto che gli spiriti evoluti potevano benissimo armonizzare la scienza e la filosofia razionale con la dottrina religiosa. La sua opera medica principale è, in latino, il “Liber universalis in medicina”, dove si tratta di anatomia, fisiologia, patologia, semeiotica, materia medica, terapia generale ed igiene.
Avicenna
Abu Alì ibn Abdallah ibn Sina, filosofo e scienziato persiano, nacque ad Afscena nel 980 e morì ad Isfahan, in Persia, nel 1037. Sin dalla sua giovinezza studiò la giurisprudenza islamica, poi, sotto la guida di un Maestro cristiano, le scienze naturali. Egli riprese i grandi temi metafisici di Aristotele cercando di mettere d'accordo la filosofia con la fede. Egli sosteneva la fusione delle scienze tra loro affermando che il medico doveva conoscerle molto bene, come p.e. l'acustica per valutare le pulsazioni o la matematica visto che le prescrizioni mediche dipendono direttamente dall'astronomia. La sua opera principale è “Le leggi della medicina”, meglio conosciuta come il ”Canone della Medicina”, opera che s'impose rapidamente come base obbligatoria d'insegnamento in tutto l'Occidente sino al XVII secolo.
Maimonide
Abu Amras Moise ibn Maimun nacque a Cordova nel 1135 e morì a Il Cairo nel 1204. Figlio, nipote e pronipote di rabbini, subì, in quanto ebreo, l'esilio con i suoi genitori che si rifugiarono in Marocco. Egli poi si trasferì in Egitto dove divenne medico del Saladino. Fu soprattutto un filosofo e il più grande talmudista della sua epoca. Scrisse opere mediche come i “Commentari agli aforismi di Ippocrate e di Galeno” e il trattato “Regime della salute” che sono spesso una critica alle affermazioni di Galeno.
Egli cercava un compromesso costante fra il corpo materiale e lo spirito, affermando che l'uno e l'altro sono ugualmente necessari per ottenere una guarigione.
Razeo
Abu Bakr Muhammed ibn Zakaria el-Rahzi nacque nell'865 a Raj, in Persia, e morì nel 925. Fu medico, insegnante e famoso enciclopedico, i suoi scritti riguardano la medicina, la filosofia, la religione , la matematica, l'astronomia e le scienze naturali. Dopo la sua morte, i suoi allievi riunirono la sua opera in un voluminoso trattato, “El-Hawi”, conosciuto in latino come “Continens”, ossia un libro che conteneva tutto. In questi scritti medici non si allontanava mai dalla clinica e dallo studio del malato.
E ancora, Mesué il Vecchio, Serapione, Gioannizio, at-Tabari...

Sperando che abbiate preso in simpatia il tono col quale si è scritto, mi accingo a concludere questo mio breve excursus sulla farmacologia araba, facendo la mia parte della presentazione dei volumi della Collana Islamica Mondadori, perché anch'io credo : ”(...) Che soltanto la conoscenza culturale reciproca possa evitare – sia pure col tempo – incomprensioni, terrorismi, guerre e follie.".
Bibliografia:
Ahmed Djebbar, Storia della Scienza Araba. Il patrimonio intellettuale dell'Islàm, Raffaello Cortina Editore, 2002
L. Sterpellone e Mahmoud Salem Elsheikh , La Medicina Araba. L'Arte medica nei Califfati d'Oriente e d'Occidente, Edizioni Essebiemme, 2002
G. Penso, La Medicina medioevale, Edizioni Essebiemme, 2002
P. Branca, I Musulmani. Per secoli li abbiamo temuti, ora dobbiamo conoscerli, ed. Il Mulino, 2001
Michael Lecker (a cura di), Vite antiche di Maometto, volume I della Collana Islamica Mondadori, 2007
Anthony Ham e Abigal Hole, Tunisia, Guida Lonely Planet EDT, 2004
Internet: Wikipedia. L'enciclopedia libera
Ricerca svolta da: Alessandra
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